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2014/07/21

1969/07/21: La reazione di Mosca sul Corriere della Sera

Mosca dopo otto minuti dà la notizia dell’«Aquila»; Corriere della Sera, 21 luglio 1969, pagina 2. Scansione tratta dall’archivio personale di Paolo Attivissimo.

Mosca dopo otto minuti dà la notizia dell’«Aquila»

Ma non sono stati diffusi commenti - Congetture sulla possibile discesa anche della sonda sovietica «Luna 15»

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Mosca 20 luglio, notte.

La notizia della discesa sulla Luna di Apollo 11 è stata data stasera dalla Tass con un breve dispaccio dall’America di 5 righe otto minuti dopo l’evento. Esso non ha fornito nessun particolare della storica impresa, limitandosi a precisare che l’uscita di Armstrong e Aldrin dal modulo avverrà nella mattinata di domani.

Né la radio né la televisione hanno interrotto i loro programmi per dar la notizia, sebbene la radio le abbia riservato il primo posto nel suo notiziario serale, una dozzina di minuti dopo l’avvenimento: la televisione invece l’ha relegata in fondo alle sue trasmissioni, dopo varie informazioni di carattere internazionale e dopo l’annuncio della correzione dell’orbita di Luna 15, la sonda automatica lanciata dai sovietici una settimana fa, che da 4 giorni si trova intorno al satellite terrestre.

In precedenza l’andamento del volo dell’Apollo era stato seguito con scarsissimo rilievo dagli organi d’informazione sovietici. I giornali ne parlavano brevemente nelle pagine interne, senza commenti o fotografie. La radio, in un ampio notiziario pomeridiano di 15 minuti, gli aveva dedicato soltanto 23 secondi prima dello sport e delle previsioni meteorologiche. La televisione ha taciuto, come ha sempre fatto dall’inizio del volo, a parte i 5 minuti di immagini filmate del lancio di mercoledì da Capo Kennedy.

A causa dell’ora tarda, manca qualsiasi dichiarazione o commento. Per lo stesso motivo è improbabile che essi vengano pubblicati domani dalla Pravda, l’unico giornale che esce il lunedì. L’opinione pubblica ha praticamente ignorato l’avvenimento e ha proseguito normalmente nelle sue quotidiane occupazioni. Così l’Unione Sovietica ha reagito a un fatto di importanza fondamentale per la storia dell’umanità: ma si può ben immaginare che cosa sarebbe successo se a discendere sulla Luna fossero stati degli astronauti sovietici anziché americani.

Quanto al Luna 15, ci si chiede se anch’esso stia per scendere. Dopo quattro giorni di attesa, di interpretazioni e di congetture sulla sonda automatica sovietica, ha colpito l’odierno annuncio della Tass, secondo cui il Luna 15, alle 17.16 di oggi, ha mutato di nuovo orbita, portandosi a sfiorare il satellite. E infatti ora l’altezza massima dell’orbita è di 110 chilometri e quella minima soltanto di 16; il periodo di rivoluzione è di un’ora e 54’. Originariamente l’orbita era quasi circolare, ma era stata corretta una prima volta ieri sera, acquistando una forma più oblunga.

Qual è il significato della nuova correzione? Il comunicato della Tass naturalmente non lo dice, limitandosi a ripetere che il Luna 15 «continua l’esplorazione scientifica dello spazio lunare».

Il fatto però che la sonda sia discesa a un’altezza così bassa, quasi pari a quella di un normale aereo di linea, fa pensare che i sovietici stiano tentando di avvicinarla progressivamente alla Luna per farvela atterrare. Essi cioè porterebbero sul satellite la intera astronave, anzichè staccarne un modulo come avviene nell’impresa dell’Apollo 11; non si capirebbe altrimenti perché l’altezza sia stata così ridotta. Rimane però sempre da vedere se, dopo l’atterraggio i sovietici cercheranno di far partire la sonda e di riportarla sulla Terra o se invece l’abbandoneranno sulla superficie lunare.

E’ però anche possibile che i sovietici non sbarchino sulla Luna e che continuino a sorvolarla a bassa quota. Non se ne capirebbe bene lo scopo, a meno che non sia quello di seguire da vicino l’impresa di Armstrong e Aldrin.

Pietro Sormani

1969/07/21: La prima pagina del Corriere di oggi


1969/07/21: L'Italia sulla Luna, i messaggi di Paolo VI e del Presidente della Repubblica Saragat

La bandiera degli Stati Uniti piantata per la prima volta da uomini sul suolo lunare e la targa ricordo che reca la firma del Presidente Nixon insieme ai tre astronauti di Apollo 11, fissata ad una delle zampe dello stadio di discesa del Lem, non sono gli unici simboli lasciati sulla Luna a ricordo dell'arrivo della prima spedizione terrestre su un corpo celeste al di fuori del nostro pianeta Terra.

Insieme ad essi vi è infatti un minuscolo contenitore di alluminio, dentro il quale sono chiusi, ridotti fotograficamente quasi alle dimensioni della punta di uno spillo e incisi mediante un processo chimico su un piccolo disco di silicone, i messaggi di settantatré Capi di Stato (tra cui il Presidente della Repubblica italiana, Giuseppe Saragat), brevi frasi di Dwight Eisenhower, John Kennedy, Lyndon Johnson e Richard Nixon, i quattro presidenti sotto i quali il programma spaziale americano si è via via realizzato, e una pergamena inviata da Papa Paolo VI, con il testo in latino del salmo ottavo e una dedica, anch'essa in latino, vergata dalla mano stessa del Papa.

Oltre a questi "Messaggi di buona volontà da tutto il mondo", sono stati sul piccolo disco i nomi dei principali dirigenti, passati e presenti, della NASA e quelli dei parlamentari che sono stati o sono membri della Commissioni spaziali dei due rami del Congresso degli Stati Uniti, la Camera dei Rappresentanti e il Senato.




Altri oggetti vengono lasciati da Armstrong e Aldrin sul luogo del primo sbarco umano nel Mare della Tranquillità: maggiori dettagli vengono raccontati nel libro-blog Luna? Sì, ci siamo andati! di Paolo Attivissimo.

1969/07/21 109:22 GET (20/07 22:54 HO; 04:54 IT): La discesa di Armstrong, ha inizio la diretta TV dalla superficie lunare

2014/07/20

1969/07/20 103:59 GET (20/7 23:29 IT): Foto dalla superficie della Luna prima dell'escursione

Queste foto furono scattate dai finestrini del LM circa un'ora e mezza dopo l'allunaggio per formare una panoramica d'emergenza e documentare almeno brevemente il sito e non tornarsene a mani vuote qualora si fosse resa necessaria una ripartenza senza escursione. Sono le prime fotografie scattate da un essere umano sulla Luna.













Foto composita realizzzata componendo digitalmente le foto precedenti. Credit: Syd Buxton

1969/07/21: Elaborazione delle riprese della posa della bandiera sulla Luna


Le immagini della telecamera e della cinepresa che documentano il primo allunaggio umano hanno un’inquadratura fissa e sono a bassa risoluzione rispetto agli standard odierni. Ma prima di fissarli su quell’inquadratura, questi apparati di ripresa vengono usati dagli astronauti per realizzare delle panoramiche della zona della superficie lunare in cui si trovano.

In questo modo, nel 2020, grazie all’elaborazione video digitale, queste panoramiche possono essere riassemblate e usate per allargare l’inquadratura fissa, creando un effetto straordinario di alta risoluzione virtuale.

È importante che sia ben chiaro che si tratta di elaborazioni, ma il risultato è davvero notevole.