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2014/07/19

1969/07/19 GET 75:49 (12:21 HO; 19:21 IT): In orbita lunare!

Dopo un tranquillo viaggio di oltre 380.000 chilometri, il terzo e il quarto giorno della missione sono quelli più impegnativi della fantastica avventura di Armstrong e compagni.

Alle 19:02 ora italiana, il Centro di controllo a Houston autorizza l'equipaggio di Apollo 11 ad inserirsi in orbita lunare. "Ci vediamo dall'altra parte", commenta laconico Armstrong.

Alle 19:13 italiane, il complesso spaziale composto dal Modulo di Comando e Servizio (CSM) e dal Modulo Lunare (LM) scompare dietro la Luna, interrompendo il collegamento radio con le stazioni sulla Terra. Sul lato opposto del satellite, a noi perennemente non visibile se non nelle foto inviate dalle sonde e dai primi uomini a sorvolarla, avviene la delicata manovra di inserimento nell'orbita lunare.

Il potente motore del Modulo di Servizio viene acceso per sei minuti e 2 secondi, consentendo all'astronave, partita tre giorni prima dalla rampa di lancio di Cape Kennedy, di immettersi in un'orbita provvisoriamente ellittica con un apocinzio di 314 km e un pericinzio di 112 km.

Alle 19:46, i minuti del silenzio radio, parsi interminabili, finalmente cessano: l'astronave riappare da dietro la Luna e negli altoparlanti della sala di controllo risuona con la solita calma la voce del comandante della missione: "Houston, tutto perfetto". Colpito poi dalla fantastica visione del paesaggio che scorre sotto i suoi occhi, l'uomo designato ad essere il primo a toccarla fisicamente, aggiunge entusiasta: "Stiamo ora sorvolando il punto di atterraggio prescelto ed è esattamente come nelle fotografie scattate da Apollo 10, ma vedere la nostra pista di atterraggio dal vero è un'altra cosa; c'è la differenza fra assistere a una partita di football allo stadio e vederla in televisione".


In questa raffigurazione artistica, l'entrata in orbita lunare del complesso spaziale Apollo 11.

Alle ore 23:41 ora italiana, il motore principale dell'Apollo viene di nuovo riacceso per stabilizzare il complesso spaziale in orbita circolare con apocinzio di 122 km e pericinzio di 112 km.

Ora i tre astronauti di Apollo 11 hanno come ancorato il loro straordinario "vascello cosmico" al porto della Luna, terzi nella ancor giovane storia dell'astronautica, dopo Apollo 8 e Apollo 10. Ora non resta che la parte più difficile, affascinante e unica nella storia dell'umanità: la discesa con la "scialuppa", denominata "Aquila", in un puntino prescelto nel Mare della Tranquillità.

1969/07/19 71:35 GET circa (8:07 HO; 15:07 IT): La Luna eclissa il Sole dal punto di vista di Apollo 11

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1969/07/19 61:39:00 GET (5:11 IT): La Terra è sempre più lontana

Alle 05:11 ora italiana, a sessantuno ore e 39 minuti dall'inizio del volo, Apollo 11 con il suo prezioso equipaggio a bordo, supera la zona dell'equigravisfera, il punto oltre il quale l'attrazione gravitazionale lunare prevale sulla attrazione terrestre.

(dal libro "Apollo operazione Luna", 1969)

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1969/07/19: Il settimanale "EPOCA" con il secondo fascicolo "LUNA" e la mappa lunare



(dalla collezione personale di Gianluca Atti)

1969/07/19: Il giorno dell'entrata in orbita lunare su "La Stampa"


Le prime due pagine del quotidiano "La Stampa" di sabato 19 luglio 1969, interamente dedicate al prossimo ingresso in orbita lunare degli astronauti di Apollo 11 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

1969/07/19: L’Unità spiega come fotografare lo schermo della TV per l’allunaggio

Dalla collezione personale di Gianluca Atti.

Su L’Unità del 19 luglio 1969 viene pubblicato un articolo che spiega Come fotografare dal video la storica impresa lunare. A quell’epoca, infatti, i videoregistratori domestici non esistevano e quindi l’unico modo per conservare le immagini televisive era fotografare (su pellicola) lo schermo del televisore.

Questo è il testo dell’articolo:

NEW YORK, 19 luglio

Chi volesse prendere da sé, dallo schermo televisivo, le fotografie dell’uomo sulla Luna, non ha che da seguire i suggerimenti della rivista americana Popular Photography.

Innanzitutto la macchina fotografica va sistemata sul cavalletto, esattamente di fronte al televisore, con l’obiettivo all’altezza del centro dello schermo. Nel mirino bisogna inquadrare lo schermo e una abbondante porzione di cornice. Usando una pellicola piuttosto rapida, l’apertura dello obiettivo deve essere F-4,5, lo otturatore a 1/30 di secondo. In camera debbono essere spente tutte le luci e schermate le finestre. Il «contrasto» dell’immagine televisiva non deve essere eccessivo.

Si raccomanda di adoperare una macchina fotografica con otturatore nell’obiettivo. Le macchine a tendina producono una sbarra nera diagonale a causa del fatto che l’immagine televisiva non è continua ma pulsata e mentre la tendina scorre, sia pure fulmineamente, raccole dal teleschermo dei punti scuri che l’uomo non vede perché nell’occhio persistono le immagini della «riga» formatasi un attimo prima.

A coloro (pochi in Italia) che ricevessero le immagini a colori, si consiglia di adoperare pellicola a colori rapida e di regolare l’apertura su F-3,5 o F-2,8, a seconda della luminosità dell’immagine televisiva.

1969/07/19 (sabato): Le prime due pagine del Corriere della Sera di oggi



1969/07/19: “Ruggero Orlando, sempre sbronzo”, la partenza di Apollo 11: lettere private di una giornalista italiana

Gianluca Atti ha trovato in vendita su eBay due lettere personali di una giornalista che si trovava a Houston nei giorni della missione Apollo 11. Le lettere sono firmate semplicemente Carla. Secondo Paolo D’Angelo, storico e profondo conoscitore delle missioni spaziali, si tratta di Carla Stampacchia (1930-2014), che scriveva per il settimanale Epoca e che nel 1994-96 fu anche deputata.

La prima lettera, datata 15 luglio 1969, racconta l’atmosfera della vigilia del lancio ed è molto schietta nel descrivere l’ambiente dell’epoca senza i filtri del bon ton e della linea editoriale.

Cape Kennedy, 15 luglio 1969

Carissimi,

come state? Vi scrivo alla vigilia del lancio dell’Apollo 11 e imposto domani, in modo che i francobolli abbiano la data storica. A quanto pare, questo particolare ha molta importanza. Così come sarà importante spedire posta il giorno dello sbarco sulla Luna. I francobolli riguardano l’Apollo 8, e in sé non sono particolarmente interessanti: quelli che celebreranno l’impresa saranno emessi in agosto, dal momento che verrà portato il cliché sulla Luna e, al ritorno, dovrà fare la quarantena con gli astronauti. Vi ho mandato anche due cartoline per ognuno con la data di domani e ne ho mandate anche a Francesco e a Giorgio.

Stamattina, visitando la base spaziale di Capo Kennedy, abbiamo visto il momento del distacco di una delle rampe: così, il Saturno è rimasto attaccato alla rampa rossa, dalla quale si staccherà domattina alle 9,32. Noi ci alzeremo alle 5 e raggiungeremo la tribuna stampa abbastanza per tempo. Ho visto von Braun alla conferenza che ha dato ieri pomeriggio. Ho visto da vicino il Saturno 5 con l’Apollo 12, il successivo a questo della Luna, ancora in fase di costruzione. Sono cose che non si riesce a comprendere se non si vedono. L’edificio dove costruiscono i missili che trasportano la capsula è alto 37 piani e può contenere anche otto missili, che vengono montati pezzo per pezzo, uno sull’altro. Poi, vengono fatti uscire tutti dritti dall’edificio, che si spalanca completamente da un lato. Sono cose gigantesche. Ma più che la grandiosità, colpisce la straordinaria esattezza dei calcoli che hanno portato alla conquista dello spazio, e la libertà con la quale si può girare dentro la base spaziale di Capo Kennedy. Si può fotografare e riprendere con la macchina cinematografica. Poliziotti se ne cominciano a vedere soltanto in questi ultimi giorni.

Intanto, da oggi affluisce gente ad ogni ora che passa: colonne di macchine, elicotteri che sorvegliano il traffico, accampamenti lungo la spiaggia dell’oceano e lungo le rive dei fiumi Banana e Indian, che attraversano la penisola di Capo Kennedy. Gli americani sono davvero dei nomadi, e si portano dietro bimbi piccolissimi, belli e sporchi, mangiano come e dove capita, vanno in giro a piedi nudi e con degli incredibili vestiti. Lasciano perplessi: il primo impulso sarebbe di dare su di loro un giudizio negativo, rifiutando il loro modo di vita che si fa condizionare sempre di più dalla pubblicità. Poi, però, devi ammettere che hanno qualità non indifferenti. E la perplessità rimane.

In ogni caso, da qui ripartiremo giovedì mattina abbastanza presto per tornare a Houston. E io rientrerò in Italia lunedì 28 luglio, con il primo materiale fotografico dello sbarco sulla Luna (se saranno sbarcati e se ci sarà il materiale fotografico). La notte dell’allunaggio la passeremo davanti alla televisione, come forse un po’ tutto il mondo.

Ho parlato con Ruggero Orlando, sempre sbronzo, ho visto Moravia con la Dacia Maraini, ho visto la Oriana Fallaci. I giornalisti sono tanti e tutti aggressivi.

Adesso vi saluto. Spero che stiate in buona salute, mi auguro che il Giovannino si diverta al mare, e ci rivedremo presto, ai primi di agosto.

State bene e salutate Isa, Giorgio e le loro famiglie

Carla


La seconda lettera porta la data del 19 luglio 1969 e racconta il lancio di Armstrong, Aldrin e Collins.


Houston, 19 luglio 1969

Carissimi,

la vostra lettera indirizzata a New York e portata stamattina dalla segretaria del nostro corrispondente, mi ha fatto un grande piacere, anche perchè mi dava notizie di Giovanni e di Felice. A Felice avevo dato come recapito quello dello Sheraton Lincoln di Houston, al mio ritorno da Capo Kennedy; ma siccome adesso siamo alloggiati in un motel più vicino alla NASA (Houston è lontana un’ora di macchina dal centro spaziale), non so ancora se c’è una lettera per me. Nei prossimi giorni, quando avrò il tempo, andrò a Houston a controllare.

Abbiamo visto il lancio dell’Apollo 11. Ci siamo svegliati all’alba e ci siamo messi in macchina con migliaia di altre persone. Massima efficienza nel regolare il traffico. Ho visto il momento del lancio con l’occhio incollato alla cinepresa: spero che il film sia riuscito, e se così fosse (avevamo il sole in faccia a noi) ve lo porterò a far vedere, perchè è uno spettacolo che merita. La voce dello speaker inizia il conto alla rovescia a partire da dieci. Scende un silenzio totale fra la folla, tutta rivolta verso la rampa di lancio. Alle 9,32 in punto si accende una fiammata gialla e rossa, volute di fumo bianco e ancora nessun rumore. La folla comincia a entusiasmarsi, grida “Go! Go! Vai, vai”, e in realtà questo è il momento più drammatico, perchè sembra che il missile non vada mai sù. Quando parte, è un urlo. Poi si sente il rumore dello scoppio, che è come un tuono fragoroso che scende sulla terra. E intanto il Saturno corre veloce in cielo, come una palla di fuoco, mentre sulla sua sinistra si disegna fra le nuvole la sua ombra, molto allungata. Poi, silenzio di nuovo fra la folla. Dalla base della rampa di lancio si alza un’enorme nuvola nera che va a raccogliersi nel cielo.

I nostri venti lettori italiani erano emozionatissimi. Sono stata in mezzo a loro nel momento del lancio e devo dire che erano molto impressionati: come tutti noi, del resto. Li abbiamo fotografati con Vittorio Emanuele e Marina Doria, e con Johnson sullo sfondo. In serata hanno proseguito per Miami.

Ora noi ci troviamo di nuovo a Houston in attesa dell’allunaggio e del rientro. Io ho fatto un breve pezzo sui nostri italiani e poi curerò i dialoghi fra gli astronauti e il centro di controllo nel periodo dell’allunaggio. Per tornare dovrò attendere il 30 luglio, in modo da portare a Milano dell’altro materiale fotografico. Sarà un po’ come tirare il collo, perchè a volte non vedo l’ora di rivedere Felice e Giovanni (e anche voi, naturalmente). Ma bisogna aver pazienza. Il lavoro è duro, però ne vale la pena.

Nel giorno dell’allunaggio (il 21) vi manderò altre cartoline con i francobolli timbrati.

Mi fa piacere sapervi in buona salute. Se avete occasione di telefonare a Milano e al Lido dei Pini (e vi ringrazio per la premura) salutatemi tanto i miei uomini.

A voi un bacio

Carla

1969/07/19 57:00:00 GET circa (07/18 17:30 HO; 00:30 IT): Ispezione del Modulo Lunare

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Dettaglio di AS11-36-5390, ruotato di 180° ed elaborato per rivelare l'ora indicata dall'orologio. Gli orologi a bordo erano regolati sull'ora di Houston. Qui sembra indicare le 5:35; in tal caso, la foto sarebbe stata scattata a 57:03 GET (18/7 17:35 HO; 19/7 00:35 IT).


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Foto composita creata da Jon Hancock sulla base delle foto AS11-36-5389/93 e 5396-99